Rodi e Kos
RODI E KOS
Sono le isole greche più lontane dalla capitale Atene e quelle più vicine alle coste turche. Per raccontare il Dodecaneso questa è senza dubbio una premessa indispensabile; qui infatti l'atmosfera, le tracce del passato e i colori e il calore della gente risentono di questa unica e preziosa posizione geografica. RODIUn tempo le navi che entravano nel porto di Rodi venivano accolte da un'enorme statua che rappresentava il dio Helios. Gli abitanti dell'isola l'avevano costruita come tributo alla divinità per averli aiutati a resistere ai ripetuti attacchi della flotta del figlio del leggendario Alessandro Magno. La statua, che misurava ben 32 metri, fu ben presto annoverata fra le sette meraviglie del mondo e, seppure abbattuta da un terribile terremoto appena 50 anni dopo la sua costruzione, non ha mai smesso di affascinare chiunque approdi su quest'isola.Oggi al posto del Colosso di Rodi ci sono due statue raffiguranti due cervi, ma il mare in cui si riflettono ha la stessa limpidezza di quello in cui si specchiava la statua del dio Helios. La storia del Colosso è l'emblema stesso di quest'isola: contesa da tutti i popoli del Mediterraneo, difesa strenuamente dalla sua gente, a volte occupata militarmente. Oggi l'isola, seppure continui a mantenere un ruolo importante nel delicato rapporto fra Grecia e Turchia, è invasa unicamente dall'esercito di turisti che ogni anno vengono a godere delle sue spiagge, della sua lunga estate, della sua frizzante vita notturna e delle bellissime testimonianze del suo passato glorioso. Oltre ad un'accoglienza calorosissima, l'altra cosa che ci colpisce da subito qui a Rodi è il mare, quella stessa distesa azzurra che Gabriele Salvatores immortalò in Mediterraneo, il film premio Oscar girato su di un'isola distante poche miglia da Rodi. Partiamo da Kolimbia, a metà strada fra la città di Rodi e Lindos, la seconda città per grandezza, e per bellezza, dell'isola. Kolymbia è un tipico villaggio di pescatori che a seguito del crescente turismo ha saputo dotarsi di tutti i servizi per una vacanza ideale. Da qui, attraverso le gite proposte dal villaggio o semplicemente affittando un motorino o un'automobile, è possibile raggiungere facilmente qualsiasi angolo dell'isola in breve tempo (attenzione: sebbene i greci non vantino campioni di automobilismo, guidano in maniera piuttosto spericolata; se optate per le due ruote, anche se non è obbligatorio, vi consigliamo di indossare il casco). Scendiamo allora verso Lindos, ci facciamo inondare dal caldo sole della splendida baia di Tsampika e barattiamo un po' di fatica in cambio di uno spettacolo emozionante. Sopra la baia, difesa da quasi trecento gradini, si erge infatti il monastero omonimo da cui si può godere di una vista mozzafiato. Dopo un tuffo nelle acque di Stegnà e non prima di esserci fatti incantare dalla sabbia dorata di Agia Agathi, eccoci finalmente a Lindos. Un bagno nella placida e trasparente acqua della baia sottostante la città è d'obbligo; immersi in questa meraviglia ammiriamo la cittadina e l'acropoli che la sovrasta. Entrati nella vecchia città ci rendiamo subito conto che degli elementi che hanno fatto la storia dell'isola di Rodi non manca proprio nulla: l'agorà antica, l'acropoli con il tempio dedicato ad Atena, le residenze dei capitani, il castello dei cavalieri e i novecenteschi edifici risalenti all'occupazione italiana. Andando verso il nord di Kolymbia, in direzione di Rodi città, si incontrano numerosi siti di grande interesse. Fra questi la spiaggia, ben protetta dal promontorio Ladikò, intitolata ad Anthony Quinn, l'indimenticabile Zorba il Greco, che negli anni '60 fece ballare ad intere generazioni il Sirtaki. Ci concediamo una breve sosta in una taverna nel vecchio villaggio di pescatori di Faliraki per poi proseguire verso le Thermes Kalitheas. Passato il promontorio di Prassonissi, a sud dell'isola, le spiagge di sassi o di sabbia dorata della costa orientale lasciano il posto a lunghi tratti di roccia a strapiombo sul mare. Il versante occidentale è infatti spesso battuto da forti venti e proprio per questo le sue spiagge sono considerate un vero e proprio paradiso per i surfer di ogni specie. KOSSeconda isola per grandezza di tutto il Dodecaneso, Kos è un incredibile mix di zone quasi desertiche, campi verdissimi e paesaggi montani. Oltre che dei suoi colori, non si può iniziare a raccontare Kos senza ricordare che qui ebbe i suoi natali e visse per gran parte della sua vita, Ippocrate, colui che universalmente viene riconosciuto come il padre della medicina. Feste tradizionali e luoghi di interesse storico qui riportano spesso a lui, come vedremo durante la nostra esplorazione nell'entroterra dell'isola. Ma Kos è anche e, in vista delle vacanze, soprattutto spiagge lunghissime e acque calme e limpide, nelle quali è facile trovare relax e benessere. La festosa Kardamena è un piccolo villaggio di pescatori divenuto da poco tempo uno dei centri turistici più attrezzati ed efficienti dell'isola. Da qui esploriamo in tutta tranquillità la costa meridionale di Kos, un vero e proprio susseguirsi di spiagge meravigliose. Polemi, Psilos Gremos, Paradise beach, Kamila e la bellissima Agios Stefanos, ci costringono a dare fondo a buona parte della memoria della nostra macchina fotografica. Proseguendo da qui verso ovest si arriva nella cittadina di Kefalos e da qui alla splendida zona balneare di Kamari. Famosa per la possibilità di praticare numerosi sport acquatici, la zona occidentale offre anche qualche pregiato luogo d'interesse storico. Si passa dall'epoca neolitica rappresentata dalle grotte di Aspri Pétra all'epoca ellenistica, con il tempio di Astypalaia fino ad alcuni monasteri di epoca bizantina. Attirati da uno scorcio impresso in una fotografia appesa su un muro di una taverna, decidiamo di spostarci fino a Marmari e Tigikaki. Si tratta di due località balneari caratterizzate da una natura rigogliosa (se sarete fortunati incontrerete qualche tartaruga marina); la prima, Marmari, ci offre una lunga spiaggia molto estesa e disseminata qua e là da piccole dune; nella seconda, Tigikaki, affondiamo invece i nostri piedi in una sabbia bianchissima.
Sono le isole greche più lontane dalla capitale Atene e quelle più vicine alle coste turche. Per raccontare il Dodecaneso questa è senza dubbio una premessa indispensabile; qui infatti l'atmosfera, le tracce del passato e i colori e il calore della gente risentono di questa unica e preziosa posizione geografica. RODIUn tempo le navi che entravano nel porto di Rodi venivano accolte da un'enorme statua che rappresentava il dio Helios. Gli abitanti dell'isola l'avevano costruita come tributo alla divinità per averli aiutati a resistere ai ripetuti attacchi della flotta del figlio del leggendario Alessandro Magno. La statua, che misurava ben 32 metri, fu ben presto annoverata fra le sette meraviglie del mondo e, seppure abbattuta da un terribile terremoto appena 50 anni dopo la sua costruzione, non ha mai smesso di affascinare chiunque approdi su quest'isola.Oggi al posto del Colosso di Rodi ci sono due statue raffiguranti due cervi, ma il mare in cui si riflettono ha la stessa limpidezza di quello in cui si specchiava la statua del dio Helios. La storia del Colosso è l'emblema stesso di quest'isola: contesa da tutti i popoli del Mediterraneo, difesa strenuamente dalla sua gente, a volte occupata militarmente. Oggi l'isola, seppure continui a mantenere un ruolo importante nel delicato rapporto fra Grecia e Turchia, è invasa unicamente dall'esercito di turisti che ogni anno vengono a godere delle sue spiagge, della sua lunga estate, della sua frizzante vita notturna e delle bellissime testimonianze del suo passato glorioso. Oltre ad un'accoglienza calorosissima, l'altra cosa che ci colpisce da subito qui a Rodi è il mare, quella stessa distesa azzurra che Gabriele Salvatores immortalò in Mediterraneo, il film premio Oscar girato su di un'isola distante poche miglia da Rodi. Partiamo da Kolimbia, a metà strada fra la città di Rodi e Lindos, la seconda città per grandezza, e per bellezza, dell'isola. Kolymbia è un tipico villaggio di pescatori che a seguito del crescente turismo ha saputo dotarsi di tutti i servizi per una vacanza ideale. Da qui, attraverso le gite proposte dal villaggio o semplicemente affittando un motorino o un'automobile, è possibile raggiungere facilmente qualsiasi angolo dell'isola in breve tempo (attenzione: sebbene i greci non vantino campioni di automobilismo, guidano in maniera piuttosto spericolata; se optate per le due ruote, anche se non è obbligatorio, vi consigliamo di indossare il casco). Scendiamo allora verso Lindos, ci facciamo inondare dal caldo sole della splendida baia di Tsampika e barattiamo un po' di fatica in cambio di uno spettacolo emozionante. Sopra la baia, difesa da quasi trecento gradini, si erge infatti il monastero omonimo da cui si può godere di una vista mozzafiato. Dopo un tuffo nelle acque di Stegnà e non prima di esserci fatti incantare dalla sabbia dorata di Agia Agathi, eccoci finalmente a Lindos. Un bagno nella placida e trasparente acqua della baia sottostante la città è d'obbligo; immersi in questa meraviglia ammiriamo la cittadina e l'acropoli che la sovrasta. Entrati nella vecchia città ci rendiamo subito conto che degli elementi che hanno fatto la storia dell'isola di Rodi non manca proprio nulla: l'agorà antica, l'acropoli con il tempio dedicato ad Atena, le residenze dei capitani, il castello dei cavalieri e i novecenteschi edifici risalenti all'occupazione italiana. Andando verso il nord di Kolymbia, in direzione di Rodi città, si incontrano numerosi siti di grande interesse. Fra questi la spiaggia, ben protetta dal promontorio Ladikò, intitolata ad Anthony Quinn, l'indimenticabile Zorba il Greco, che negli anni '60 fece ballare ad intere generazioni il Sirtaki. Ci concediamo una breve sosta in una taverna nel vecchio villaggio di pescatori di Faliraki per poi proseguire verso le Thermes Kalitheas. Passato il promontorio di Prassonissi, a sud dell'isola, le spiagge di sassi o di sabbia dorata della costa orientale lasciano il posto a lunghi tratti di roccia a strapiombo sul mare. Il versante occidentale è infatti spesso battuto da forti venti e proprio per questo le sue spiagge sono considerate un vero e proprio paradiso per i surfer di ogni specie. KOSSeconda isola per grandezza di tutto il Dodecaneso, Kos è un incredibile mix di zone quasi desertiche, campi verdissimi e paesaggi montani. Oltre che dei suoi colori, non si può iniziare a raccontare Kos senza ricordare che qui ebbe i suoi natali e visse per gran parte della sua vita, Ippocrate, colui che universalmente viene riconosciuto come il padre della medicina. Feste tradizionali e luoghi di interesse storico qui riportano spesso a lui, come vedremo durante la nostra esplorazione nell'entroterra dell'isola. Ma Kos è anche e, in vista delle vacanze, soprattutto spiagge lunghissime e acque calme e limpide, nelle quali è facile trovare relax e benessere. La festosa Kardamena è un piccolo villaggio di pescatori divenuto da poco tempo uno dei centri turistici più attrezzati ed efficienti dell'isola. Da qui esploriamo in tutta tranquillità la costa meridionale di Kos, un vero e proprio susseguirsi di spiagge meravigliose. Polemi, Psilos Gremos, Paradise beach, Kamila e la bellissima Agios Stefanos, ci costringono a dare fondo a buona parte della memoria della nostra macchina fotografica. Proseguendo da qui verso ovest si arriva nella cittadina di Kefalos e da qui alla splendida zona balneare di Kamari. Famosa per la possibilità di praticare numerosi sport acquatici, la zona occidentale offre anche qualche pregiato luogo d'interesse storico. Si passa dall'epoca neolitica rappresentata dalle grotte di Aspri Pétra all'epoca ellenistica, con il tempio di Astypalaia fino ad alcuni monasteri di epoca bizantina. Attirati da uno scorcio impresso in una fotografia appesa su un muro di una taverna, decidiamo di spostarci fino a Marmari e Tigikaki. Si tratta di due località balneari caratterizzate da una natura rigogliosa (se sarete fortunati incontrerete qualche tartaruga marina); la prima, Marmari, ci offre una lunga spiaggia molto estesa e disseminata qua e là da piccole dune; nella seconda, Tigikaki, affondiamo invece i nostri piedi in una sabbia bianchissima.


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