Australia Down Under
Anno nuovo, viaggi nuovi....a Gennaio di solito si pensa alla neve e alle bellissime citta' europee io invece ho deciso di portarvi in uno Stato meraviglioso, l'Australia, che adesso e' nel pieno dell'estate! Non saro' breve ..anche perche' le emozioni sono tante e non e' facile raccoglierle in una paginetta...
Melbourne, Australia. Difficile per noi europei abituarsi a pensare al contrario; il sole sorge e tramonta al contrario, le maree si alzano e si abbassano al contrario e anche l'acqua nello scarico del lavandino, gira al contrario. Insomma, stare rovesciati a testa in giù ('downunder') è il meno.In più, ogni giorno capita di imbattersi in qualche animale mai visto prima: uccelli e insetti dalle forme stranissime, fiori enormi e colorati, alberi dai tronchi immensi dove trovare un po' di riparo dal sole che qui, letteralmente 'incenerisce'!In ogni parco della città ci sono 'punti barbecuè pubblici, con griglie lunghe un paio di metri; i Melbournesi non perdono occasione per scambiare due parole col vicino di arrosto, giocare a football e bere birra sdraiati sull'erba. L'importante è sempre 'take it easy', stare rilassati, meglio se in compagnia e con un abbondante scorta di 'Carlton Draught', la birra simbolo della città!
Ad un'ora di macchina da Melbourne, il paesaggio comincia a cambiare. I grattaceli della città lasciano il posto ai piccoli paesi in stile inglese, alle colline verdi coperte di boschi fitti e ai vigneti a perdita d'occhio. Siamo nella Yarra Valley, la zona vinicola per eccellenza di questa parte d'Australia e centro dell'attenzione degli 'enonauti' che non si lasciano scappare un breve tour nelle cantine della zona. Le città principali dove fare tappa sono Healesville e Warburton: distano una mezz'ora l'una dall'altra e sono letteralmente costellate di aziende ('estates') e farms che organizzano degustazioni dei propri prodotti. Marzo è il mese ideale per organizzare una gita; la vendemmia è quasi alla fine, la temperatura è molto piacevole e non ci sono le folle degli avventori estivi. Per godersi appieno il paesaggio si possono noleggiare delle bici e pedalare lungo i 'wine trails', le piste ciclabili che passano tra un'azienda e l'altra. Tra bianchi, rossi e spumanti, non c'è che l'imbarazzo della scelta.
Sydney......non può certo offrire la cultura di Roma o Parigi.....può competere tranquillamente con il fascino di Hong Kong ma, la qualità della vita, l'organizzazione, la baia con le barche a vela, le spiagge e gli impiegati in bicicletta......Sydney è unica. Le spiagge di Bondy e Manly ospitano centinaia di surfisti e meritano una visita! Passate in kayak sotto il ponte di Sydney (Harbour Bridge) o ammirate l’Opera House da un battello che vi porterà a Manly attraversando la baia. Imparate a fare surf a Bondi Beach o nuotate nelle placide acque di Coogee. Perdetevi nei vicoli ciechi acciottolati di The Rocks o nei mercati, nelle boutique, nei caffè e nei pub di Paddington. Oltre alla famosa baia e a oltre 70 scintillanti spiagge, Sydney offre ottima cucina, festival e divertimenti a tutte le ore.
Da Sydney al Red Center; atterrati ad Alice spring e preso possesso dell'auto, abbiamo percorso circa 2000 km in 4 giorni per visitare Ayers Rock, Monti Olgas e Kings Canyon. Già il fatto di guidare nel deserto, in mezzo a quella terra rossa e nella totale solitudine è stata per mè un'esperienza impagabile; e poi arrivare al tramonto nelle roadhouse per trascorrere la notte.
Scoprite l’Outback australiano, una terra di infinite pianure e infiniti racconti. Questa è una terra bruciata dal sole, ma anche nell’aridità del deserto troverete piante dalle tinte violacee e verdeggianti pozze d’acqua. Vi imbatterete inoltre in colline color ruggine e tramonti infuocati, orme di dinosauro e incisioni aborigene, personaggi folcloristici e rustici pub. Qui in questa vasta distesa di spazi aperti, dietro ogni curva si cela un’avventura. Chi non è stato a vedere Ayers Rock...e tanti ne hoi incontrati girando per l'Australia, si giustifica dicendo che... "è solo un grande sasso, non ne vale la pena".....ma non scherziamo, è o non è il simbolo dell'Australia, ci sarà un motivo no? Ma sapete cosa vuol dire trovarselo davanti dopo 1000 Km di strada e deserto piatto?? Ma sapete che girando attorno alla sua base, 9 Km di cammino in circa 2 ore...., si ha modo di vederlo in ogni sua sfaccettatura ed al calar del sole questo rosso opaco diventa di un acceso da fare impressione!! E poi il parco del Kata Tjuta comprende anche i Monti Olgas.....dove, nella famosa Valley of Wind mi sono sentita trasportato nel paradiso terrestre....nell'eden; anche qui 7/8 km di sentieri mi hanno fatto pensare più di una volta....."ma ho mai visto un luogo più bello di questo.....???"; ancora oggi sono qui che ci penso e non mi sembra vero di aver visto quello che ho visto.Poi Kings Canyon.....una bella scarpinata iniziale per rompere il fiato e per trovarsi di fronte a questa grande spaccatura nel terreno.....tutto qua?....certo che no; il sentiero che aggirando il canyon ti riporta al punto di partenza, ti permette di vedere come il tempo, l'erosione, l'acqua abbia modificato e modellato le rocce; fiumi sotterranei e alberi che crescono sulla pietra arricchiscono un paesaggio che per l'ennesima volta lascia senza fiato.
Di nuovo Alice Springs e poi via, si vola verso Darwin.....da qui 3 giorni dedicati all’esplorazione del Kakadu National Park; si inizia con l’avvistamento degli alligatori nelle paludi prosciugate dal periodo secco….coccodrilli sulle rive dei fiumi si riscaldano alla luce del sole, uccelli di ogni tipo sorvolano le distese circostanti. Era solo l’assaggio di quello che avremmo visto nei giorni a venire.Distese verdeggianti a perdita d’occhio, i dipinti aborigeni nelle rocce e nelle grotte nascoste dalla vegetazione, le cascate….Twin Falls e Jim Jim Falls, raggiunte solo grazie all’utilizzo di un fuoristrada e a svariati Km di cammino nella foresta.
Di ritorno a Cairns, macchina noleggio e poi via, verso il nord e verso Cape Tribulation.
Qui la foresta pluviale raggiunge la costa e si tuffa in mare….già, il mare…..purtroppo ad un paesaggio costiero idilliaco, al verde lussureggiante della foresta, alle spiagge immense, isolate, solitarie, non si aggiungeva un mare tropicale all’altezza del suo nome; sarà stata la stagione ed il clima….è piovuto spesso ed il cielo per lunghi tratti era grigio….ma il mare rispecchiava perfettamente i colori di questo cielo; rimangono però le lunghe passeggiate, il silenzio e la sensazione di totale isolamento. Poi queste montagne alle mie spalle e quelle palme che si facevano largo tra la fitta vegetazione….mancavano solo quei colori che il mare a volte ti sa regalare….sarebbe stato perfetto, ma forse sarebbe stato troppo bello.Di ritorno a Cairns tante spiagge costeggiano la costa e qualche cittadina è molto interessante, Port Douglas su tutte.Era ora di trascorrere qualche giorno di relax…..e poi con tutta questa barriera corallina bisognerà pure trovare un po’ di isolamento su qualche isola deserta!!!
Nella Grande Barriera Corallina, Patrimonio dell’Umanità, opera d’arte naturale di estensione tale da essere visibile dallo spazio, potrete nuotare, fare snorkeling, immersioni subacquee e andare in barca a vela. La barriera si estende per oltre 2.000 chilometri lungo la costa del Queensland, dalla città costiera di Port Douglas fino a Bundaberg. Navigate tra isole vergini bordate da palme e tuffatevi quindi sotto la superficie per esplorare isole di corallo e vita marina dai mille colori. La scelta davvero non manca; avevamo però un’idea fissa in testa, raggiungere WhiteHeaven Beach, considerata una delle più belle spiagge al mondo, sulle isole Whitesunday.La vista dall’alto di questa spiaggia idilliaca lascia davvero senza fiato; una moltitudine di sfumature azzurre, turchesi e bianche si mischiavano a formare un arcobaleno di colori…quasi non sembrava vero e, posso garantire, dopo aver visto tante e tante spiagge in giro per il mondo, che qui si raggiunge il top!! Tornati poi alla barca e sbarcati sulla spiaggia,Whiteheaven Beach, ci ha accolto una sabbia corallina fine come farina e un’acqua così turchese da non poter resistere…era ora del bagnetto…..
Potete rivivere la loro storia allo stesso modo in cui è tramandata da almeno 50.000 anni, attraverso la danza, l’arte, le leggende, la musica e la terra stessa. Nelle città australiane è possibile vedere danze contemporanee e opere d’arte aborigena. In alternativa, l’Outback è il luogo ideale per ascoltare le leggende e i miti della creazione, il cosiddetto Dreamtime, attorno a un falò. Potrete fare escursioni nel bush, cimentarvi nello snorkeling, assaggiare in compagnia il bush tucker o imparare a fabbricare lance e a pescare con le tecniche tradizionali. Gli aborigeni australiani sono una fonte di informazioni essenziale per comprendere questa antica terra, ricca di meraviglie e spiritualità.
Melbourne, Australia. Difficile per noi europei abituarsi a pensare al contrario; il sole sorge e tramonta al contrario, le maree si alzano e si abbassano al contrario e anche l'acqua nello scarico del lavandino, gira al contrario. Insomma, stare rovesciati a testa in giù ('downunder') è il meno.In più, ogni giorno capita di imbattersi in qualche animale mai visto prima: uccelli e insetti dalle forme stranissime, fiori enormi e colorati, alberi dai tronchi immensi dove trovare un po' di riparo dal sole che qui, letteralmente 'incenerisce'!In ogni parco della città ci sono 'punti barbecuè pubblici, con griglie lunghe un paio di metri; i Melbournesi non perdono occasione per scambiare due parole col vicino di arrosto, giocare a football e bere birra sdraiati sull'erba. L'importante è sempre 'take it easy', stare rilassati, meglio se in compagnia e con un abbondante scorta di 'Carlton Draught', la birra simbolo della città!
Ad un'ora di macchina da Melbourne, il paesaggio comincia a cambiare. I grattaceli della città lasciano il posto ai piccoli paesi in stile inglese, alle colline verdi coperte di boschi fitti e ai vigneti a perdita d'occhio. Siamo nella Yarra Valley, la zona vinicola per eccellenza di questa parte d'Australia e centro dell'attenzione degli 'enonauti' che non si lasciano scappare un breve tour nelle cantine della zona. Le città principali dove fare tappa sono Healesville e Warburton: distano una mezz'ora l'una dall'altra e sono letteralmente costellate di aziende ('estates') e farms che organizzano degustazioni dei propri prodotti. Marzo è il mese ideale per organizzare una gita; la vendemmia è quasi alla fine, la temperatura è molto piacevole e non ci sono le folle degli avventori estivi. Per godersi appieno il paesaggio si possono noleggiare delle bici e pedalare lungo i 'wine trails', le piste ciclabili che passano tra un'azienda e l'altra. Tra bianchi, rossi e spumanti, non c'è che l'imbarazzo della scelta.
Sydney......non può certo offrire la cultura di Roma o Parigi.....può competere tranquillamente con il fascino di Hong Kong ma, la qualità della vita, l'organizzazione, la baia con le barche a vela, le spiagge e gli impiegati in bicicletta......Sydney è unica. Le spiagge di Bondy e Manly ospitano centinaia di surfisti e meritano una visita! Passate in kayak sotto il ponte di Sydney (Harbour Bridge) o ammirate l’Opera House da un battello che vi porterà a Manly attraversando la baia. Imparate a fare surf a Bondi Beach o nuotate nelle placide acque di Coogee. Perdetevi nei vicoli ciechi acciottolati di The Rocks o nei mercati, nelle boutique, nei caffè e nei pub di Paddington. Oltre alla famosa baia e a oltre 70 scintillanti spiagge, Sydney offre ottima cucina, festival e divertimenti a tutte le ore.
Da Sydney al Red Center; atterrati ad Alice spring e preso possesso dell'auto, abbiamo percorso circa 2000 km in 4 giorni per visitare Ayers Rock, Monti Olgas e Kings Canyon. Già il fatto di guidare nel deserto, in mezzo a quella terra rossa e nella totale solitudine è stata per mè un'esperienza impagabile; e poi arrivare al tramonto nelle roadhouse per trascorrere la notte.
Scoprite l’Outback australiano, una terra di infinite pianure e infiniti racconti. Questa è una terra bruciata dal sole, ma anche nell’aridità del deserto troverete piante dalle tinte violacee e verdeggianti pozze d’acqua. Vi imbatterete inoltre in colline color ruggine e tramonti infuocati, orme di dinosauro e incisioni aborigene, personaggi folcloristici e rustici pub. Qui in questa vasta distesa di spazi aperti, dietro ogni curva si cela un’avventura. Chi non è stato a vedere Ayers Rock...e tanti ne hoi incontrati girando per l'Australia, si giustifica dicendo che... "è solo un grande sasso, non ne vale la pena".....ma non scherziamo, è o non è il simbolo dell'Australia, ci sarà un motivo no? Ma sapete cosa vuol dire trovarselo davanti dopo 1000 Km di strada e deserto piatto?? Ma sapete che girando attorno alla sua base, 9 Km di cammino in circa 2 ore...., si ha modo di vederlo in ogni sua sfaccettatura ed al calar del sole questo rosso opaco diventa di un acceso da fare impressione!! E poi il parco del Kata Tjuta comprende anche i Monti Olgas.....dove, nella famosa Valley of Wind mi sono sentita trasportato nel paradiso terrestre....nell'eden; anche qui 7/8 km di sentieri mi hanno fatto pensare più di una volta....."ma ho mai visto un luogo più bello di questo.....???"; ancora oggi sono qui che ci penso e non mi sembra vero di aver visto quello che ho visto.Poi Kings Canyon.....una bella scarpinata iniziale per rompere il fiato e per trovarsi di fronte a questa grande spaccatura nel terreno.....tutto qua?....certo che no; il sentiero che aggirando il canyon ti riporta al punto di partenza, ti permette di vedere come il tempo, l'erosione, l'acqua abbia modificato e modellato le rocce; fiumi sotterranei e alberi che crescono sulla pietra arricchiscono un paesaggio che per l'ennesima volta lascia senza fiato.
Di nuovo Alice Springs e poi via, si vola verso Darwin.....da qui 3 giorni dedicati all’esplorazione del Kakadu National Park; si inizia con l’avvistamento degli alligatori nelle paludi prosciugate dal periodo secco….coccodrilli sulle rive dei fiumi si riscaldano alla luce del sole, uccelli di ogni tipo sorvolano le distese circostanti. Era solo l’assaggio di quello che avremmo visto nei giorni a venire.Distese verdeggianti a perdita d’occhio, i dipinti aborigeni nelle rocce e nelle grotte nascoste dalla vegetazione, le cascate….Twin Falls e Jim Jim Falls, raggiunte solo grazie all’utilizzo di un fuoristrada e a svariati Km di cammino nella foresta.
Di ritorno a Cairns, macchina noleggio e poi via, verso il nord e verso Cape Tribulation.
Qui la foresta pluviale raggiunge la costa e si tuffa in mare….già, il mare…..purtroppo ad un paesaggio costiero idilliaco, al verde lussureggiante della foresta, alle spiagge immense, isolate, solitarie, non si aggiungeva un mare tropicale all’altezza del suo nome; sarà stata la stagione ed il clima….è piovuto spesso ed il cielo per lunghi tratti era grigio….ma il mare rispecchiava perfettamente i colori di questo cielo; rimangono però le lunghe passeggiate, il silenzio e la sensazione di totale isolamento. Poi queste montagne alle mie spalle e quelle palme che si facevano largo tra la fitta vegetazione….mancavano solo quei colori che il mare a volte ti sa regalare….sarebbe stato perfetto, ma forse sarebbe stato troppo bello.Di ritorno a Cairns tante spiagge costeggiano la costa e qualche cittadina è molto interessante, Port Douglas su tutte.Era ora di trascorrere qualche giorno di relax…..e poi con tutta questa barriera corallina bisognerà pure trovare un po’ di isolamento su qualche isola deserta!!!
Nella Grande Barriera Corallina, Patrimonio dell’Umanità, opera d’arte naturale di estensione tale da essere visibile dallo spazio, potrete nuotare, fare snorkeling, immersioni subacquee e andare in barca a vela. La barriera si estende per oltre 2.000 chilometri lungo la costa del Queensland, dalla città costiera di Port Douglas fino a Bundaberg. Navigate tra isole vergini bordate da palme e tuffatevi quindi sotto la superficie per esplorare isole di corallo e vita marina dai mille colori. La scelta davvero non manca; avevamo però un’idea fissa in testa, raggiungere WhiteHeaven Beach, considerata una delle più belle spiagge al mondo, sulle isole Whitesunday.La vista dall’alto di questa spiaggia idilliaca lascia davvero senza fiato; una moltitudine di sfumature azzurre, turchesi e bianche si mischiavano a formare un arcobaleno di colori…quasi non sembrava vero e, posso garantire, dopo aver visto tante e tante spiagge in giro per il mondo, che qui si raggiunge il top!! Tornati poi alla barca e sbarcati sulla spiaggia,Whiteheaven Beach, ci ha accolto una sabbia corallina fine come farina e un’acqua così turchese da non poter resistere…era ora del bagnetto…..
Potete rivivere la loro storia allo stesso modo in cui è tramandata da almeno 50.000 anni, attraverso la danza, l’arte, le leggende, la musica e la terra stessa. Nelle città australiane è possibile vedere danze contemporanee e opere d’arte aborigena. In alternativa, l’Outback è il luogo ideale per ascoltare le leggende e i miti della creazione, il cosiddetto Dreamtime, attorno a un falò. Potrete fare escursioni nel bush, cimentarvi nello snorkeling, assaggiare in compagnia il bush tucker o imparare a fabbricare lance e a pescare con le tecniche tradizionali. Gli aborigeni australiani sono una fonte di informazioni essenziale per comprendere questa antica terra, ricca di meraviglie e spiritualità.


1 Commenti:
IL LUOGO PERFETTO PER UN VIAGGIO DI NOZZE DA SOGNO ,,,,
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